Kisarawe 8-24 luglio 2026
Chiara Uglietti
Chiara Uglietti

Eccomi, sono Chiara e ho 49 anni. Da ormai 20 anni sono legata alle missioni cottolenghine: tutto è iniziato nel 2005, quando io e Fulvio, allora fidanzati e poi diventati marito e moglie, ci recammo per la prima volta a Tuuru, in Kenya. Dopo quella prima, splendida esperienza abbiamo avuto la possibilità di conoscere diverse realtà cottolenghine.
A distanza di tanti anni provo una grande gioia, accompagnata da profonda gratitudine, per la possibilità di “tornare” in terra africana, questa volta insieme ai nostri due figli, Francesco e Aurora.
Ripensando al primo viaggio a Tuuru, quando eravamo ancora fidanzati, e poi al nostro viaggio di nozze, sempre a Tuuru, mi rendo conto di quanto la nostra famiglia sia rimasta, da allora, profondamente connessa al Cottolengo. Con l’arrivo dei nostri figli, questo legame si è fatto ancora più forte.
Questa volta avrò anche una piccola responsabilità: accompagnare un gruppo di giovani ticinesi che vivranno per la prima volta un’esperienza missionaria. Da alcuni anni, infatti, viviamo in Svizzera e, attraverso il gruppo missionario della diocesi di Lugano, ho proposto un campo estivo missionario a Kisarawe.
Guardo queste giovani con lo stesso spirito che avevo anch’io a 25 anni: un misto di timore e gioiosa attesa per ciò che ci aspetta. Ma oggi, dopo vent’anni, porto con me anche la consapevolezza che un’esperienza di incontro e condivisione con popoli diversi dal nostro è sempre una grazia e una meravigliosa opportunità per allargare il cuore e la mente.
Che bello alzarsi la mattina sapendo di avere davanti una giornata da dedicare alle insegnanti e ai bambini della scuola.
Una delle gioie più belle di Kisarawe è il sorriso dei bambini che arrivano alla scuola elementare e alla scuola materna. Le loro voci, unite nei canti del mattino, trasmettono allegria e fanno nascere il desiderio di mettersi in gioco, per loro e insieme a loro.
Un’altra bellissima scoperta è stata la sartoria, che funziona molto bene e dove ragazzi e ragazze si impegnano con entusiasmo per imparare un mestiere che, penso, è ancora molto apprezzato e importante in Tanzania.
AL MIO RIENTRO…
L’esperienza a Kisarawe è stata meravigliosa sotto diversi punti di vista: non avevo dubbi che sarebbe stato speciale, soprattutto perché questa volta ero insieme ai miei figli, ai quali fin da piccoli abbiamo raccontato la bellezza dei colori, dei profumi e dei volti accoglienti che l’Africa ci aveva donato vent’anni fa.
È sempre un dono poter conoscere altre culture, altri modi di essere e di stare nel mondo. Lo ripeto spesso e ne sono convinta: la missione cambia il nostro modo di guardare l’altro e noi stessi. Ci cambia dentro, perché, anche se per un breve periodo, ci immerge in una realtà molto diversa dalla nostra, che va accolta e rispettata pienamente.
La missione ci insegna che non si entra in un altro luogo pensando di risolvere i problemi o di portare soluzioni che per noi sono scontate. Occorre, invece, mettersi in relazione con l’altro in punta di piedi, con rispetto, apertura e senza lasciarsi guidare da giudizi superficiali.
Le esperienze dei volontari diventano parole da custodire e condividere con chi sta per iniziare il proprio viaggio
Chiara Uglietti
Maria Biancamano
Aurora Pirazzi